A Villa Greppi va in scena “La moglie ebrea”

Uno spettacolo per ricordare e riflettere sugli orrori del passato. Andrà in scena domenica 24 gennaio alle ore 16 all’interno della sala consiliare di Villa Greppi in piazza Unità d’Italia, il monologo tratto dall’opera teatrale di Bertold Brecht La moglie ebrea e la lettura scenica tratta dal Diario di Etty Hillesum. La rappresentazione vedrà come protagonisti l’attrice Itala Cosmo, la violinista Mariela Valota, mentre Fausto Riva ha curato le immagini.

La moglie ebrea

Fra le opere teatrali che trattano la questione dell’antisemitismo, La moglie ebrea (tratta da Terrore e Miseria del Terzo Reich, un’opera consistente di ventiquattro brevi atti unici uniti dal tema della denuncia contro i soprusi del nazismo), scritta da Bertold Brecht tra il 1938 e il 1941, durante il suo esilio in Danimarca, è un testo che fa riflettere, oltre che sull’enorme vergogna storica dello sterminio degli ebrei, su alcuni atteggiamenti ancora attuali nei confronti della diversità.

La storia è quella di di una donna ebrea, Judith Keith, moglie di un medico ariano, Fritz Keith, che si accinge ad abbandonare la propria casa e il proprio marito, onde evitargli danni in società e nel lavoro.
È la volta di una serie di monologhi, prove del discorso di addio a un marito immaginato, che svelano le mille sfumature tra rabbia e amore di una donna che subisce un così forte rifiuto della sua persona a causa dell’idea della razza.
Via via, i monologhi diventano sempre più amari ed accusatori nei confronti di Fritz, fino all’ultima prova in cui Judith avverte tutto ciò che accadrà di lì a breve.

Il Diario di Etty Hillesum

Il Diario fu scritto ad Amsterdam tra il 1941 e il 1943, probabilmente su indicazione dello psico-chirologo ebreo-tedesco Julius Spier, con il quale ebbe un forte legame (ne parla abbondantemente nel Diario chiamandolo semplicemente “S.”); il libro è un dettagliato resoconto degli ultimi due anni della sua vita.
Diversamente dal Diario di Anna Frank, quello di Etty Hillesum venne pubblicato solo nel 1981.

Il curatore del Diario, Jan Geurt Gaarlandt, nella sua introduzione afferma che Etty Hillesum scrisse un “contro-dramma”: la sua liberazione individuale nel contesto del dramma dello sterminio nazista del popolo ebraico.

Esther Hillesum, detta Etty (Middelburg, 15 gennaio 1914 – Auschwitz, 30 novembre 1943), è stata una scrittrice olandese di origine ebraica, vittima della Shoah.

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