“Akira Kurosawa – I mille colori del vivere”: a partire da lunedì 4 aprile in Biblioteca il nuovo corso di linguaggio cinematografico a cura del critico Carlo Cesaretti.

Ritorna, per la tredicesima edizione, “Dentro lo schermo”, il corso di linguaggio cinematografico tenuto alla Biblioteca civica di Cernusco dal critico cinematografico Carlo Cesaretti.

Come nelle scorse edizioni, Cesaretti svelerà tutti i segreti dell’arte di uno dei maestri del cinema a livello mondiale: questa volta la scelta è caduta su Akira Kurosawa (1910-1998), il più famoso e celebrato tra i registi giapponesi del Novecento.

Nato a Tokyo nel 1910, Kurosawa discendeva da una famiglia di samurai e sin da bambino sviluppò un forte interesse per il cinema, appassionandosi anche ai film europei.

Grazie alla sua predilezione per le storie ambientate nel mondo dei samurai,ha reso famosa nel mondo occidentale una fondamentale tradizione del suo Paese. Fu Rashomon (Oscar come migliore film straniero nel 1951) a far conoscere il regista nel mondo. A partire da quest’opera, e soprattutto dopo il famoso I sette samurai (1954), Kurosawa fu considerato il regista dei film di samurai.

Tuttavia, oltre a realizzare film dalle immagini suggestive e dal carattere avventuroso, basati su personaggi forti ma spesso ambigui e tormentati, Kurosawa ha raccontato, negli stessi anni nei quali in Italia si affermava il neorealismo, storie di vita quotidiana, per lo più ambientate in luoghi poveri e desolati. Scrive infatti Cesaretti: «Regista celeberrimo e misconosciuto al tempo stesso, Kurosawa si presta a sorprendere parecchio chi lo conosca solo per sommi capi oaddirittura per sentito dire. Parallelamente alla proverbiale forza espressivadelle sue scene di battaglia o dei suoi leggendari samurai, proprio Kurosawa è stato, in modo evidentissimo e ripetuto costantemente nel tempo, il supremo regista dei bassifondi e del contrasto fra coloro che li abitano e i ricchi e potenti».

In Una meravigliosa domenica (1947) la vicenda di due poveri fidanzati alla ricerca di una casa offre una rappresentazione simile a quelle del neorealismo italiano, poi confermata ne L’Angelo ubriaco (1948), considerato uno dei suoi capolavori.

Kurosawa da questo momento iniziò ad alternare la realizzazione di drammi storici a quella di drammi contemporanei, ambientati soprattutto nei bassifondi di Tokyo, come Cane randagio (1949).

Il viaggio nel linguaggio cinematografico del regista si snoderà seguendo entrambe queste due direttive e toccherà tutti i suoi film più significativi, dai primi in bianco e nero degli anni Cinquanta e Sessanta, ai più recenti a colori, girati dagli anni Settanta ai primi anni Novanta, fino a Madadayo (1993), con il quale ha preso congedo dal cinema e dalla vita.

«Tutto ilcinema di Kurosawa è riccoproprio diqueivalori di cui avremmo oggi bisogno e la vita vi è sempre descritta in tutte le sue sfumature di colore (anche fuor di metafora, essendo pure pittore) con lo  sfondo  nero  della  morte  messo  apposta per  far risaltare tutti i mille colori del vivere, fino al suo ultimo film Madadayo, forse il “testamento” più  leggero e pieno di vita mai visto al cinema…». (Carlo G. Cesaretti)

I sei incontri si svolgeranno presso la biblioteca, nella Sala conferenze Camerani, via Fatebenefratelli, dalle ore 21.00, da lunedì 4 aprile a lunedì 9 maggio.

L’ingresso è gratuito.

Di seguito il programma completo:

Akira Kurosawa – I mille colori del vivere. Corso di linguaggio cinematografico a cura di Carlo G. Cesaretti

  1. Relitti metropolitani lunedì 4 aprile

Una meravigliosa domenica e L’angelo ubriaco

  1. Tra cielo e inferno lunedì 11 aprile

Cane randagio e Anatomia di un rapimento

  1. Il labirinto delle vicende umane lunedì 18 aprile

Rashomon e I bassifondi

  1. Lontano nel tempo mercoledì 27 aprile

I sette samurai e La fortezza nascosta

  1. Dipingere il proprio sogno lunedì 2 maggio

Dodes’ka-denRan e Sogni

  1. Il tempo di morire lunedì 9 maggio

Vivere e Madadayo.

 

A cura di Serena Perego

locandina kurosawa www.ilovecernuscosulnaviglio.it

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