Approvato l’innovativo progetto del “Condominio Solidale”

Mercoledì 1 febbraio il Consiglio Comunale ha approvato il progetto del “Condominio Solidale”, destinando a tale uso una palazzina in edilizia convenzionata di 16 appartamenti (bilocali e trilocali), sita in via alla Castellana, nella zona est di Cernusco, ceduta dal costruttore al Comune.

«Dal momento che di edilizia residenziale pubblica ce n’è tanta e le domande non sono in crescita – commenta l’Assessora alle Politiche Sociali Silvia Ghezzi  – abbiamo pensato di destinare la palazzina a un altro uso che risponda ai nuovi bisogni emersi negli ultimi tempi». Come spiega infatti l’Assessora, «questo ambizioso progetto mira a dare risposta a una fascia di bisogni ad oggi inevasi: servono soluzioni di Housing temporaneo per chi vive un’emergenza abitativa momentanea (per esempio per sfratto). Il Comune ha già vari progetti di Housing attivi, ma ci siamo resi conto che c’è ancora bisogno. Riguardo poi al cosiddetto “Dopo di Noi”, si pone il problema di un posto in cui ospitare gli adulti affetti da disabilità i cui genitori sono già anziani, in maniera temporanea, se, per esempio, i genitori vengono ricoverati, o definitiva, nel momento in cui i genitori vengono a mancare; in questo caso, infatti, le persone che non hanno una disabilità troppo grave possono vivere più autonomamente in appartamento, seguite da educatori. C’è infine la delicata questione della tutela dei minori: nei casi in cui non sia necessario collocarli in una comunità lontano da casa, è opportuno avere degli spazi per poter permettere loro di rimanere in città, vivendo con una famiglia affidataria, oppure solo con la mamma o i nonni, a seconda delle situazioni».
A breve partirà la procedura di affidamento del progetto, che seguirà un iter di manifestazione di interesse prima e co-progettazione dopo. Il periodo di affidamento del condominio a chi si aggiudicherà il bando sarà di tre anni. Il Comune ha stanziato 80.000 euro per gli arredi di base dei 16 appartamenti.

Se tutto va bene, a settembre, o comunque entro fine anno, il progetto potrà partire.

«Negli ultimi tempi ci siamo resi conto che c’è bisogno di questa soluzione e siamo convinti che questo progetto basato sulla convivenza, la solidarietà e l’inclusione possa funzionare. È vero che si tratta di un progetto nuovo, per cui sarà una bella sfida, ma direi che le condizioni per farlo funzionare ci sono», conclude l’Assessora Ghezzi.

 

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