Aspettando il Book Festival Bar: a tu per tu con la scrittrice di libri per ragazzi Laura Bonalumi, autrice de Il lago del tempo fermo

Manca davvero poco al Book Festival Bar, la manifestazione letteraria organizzata dall’Associazione Clio, con la direzione artistica della scrittrice Loredana Limone, che nel week-end del 16 e 17 aprile permetterà a chiunque lo voglia di incontrare in otto bar del centro storico cittadino i ventitré scrittori cernuschesi che hanno aderito all’iniziativa.

Nell’ampio ventaglio di autori coinvolti, c’è anche una scrittrice per ragazzi, Laura Bonalumi, che presenterà il suo ultimo libro, Il lago del tempo fermo, edito da Piemme nella collana “Il battello a vapore”, sabato 16 aprile, alle ore 16.00, presso il Miliardo Wine Bar di via Monza.

A lei dedichiamo l’ultima delle interviste “pre Book Festival Bar”, grazie alle quali i nostri lettori hanno potuto godere di un piccolo “assaggio” in anteprima di alcuni libri che verranno presentati al Festival.

Hai avuto una lunga esperienza nel settore pubblicitario come creativa. Come è avvenuto il passaggio alla scrittura?

Il passaggio alla scrittura è avvenuto quasi per sfida; amando leggere, un giorno mi sono chiesta: perché non io? Perché non provare a scrivere? E così ho iniziato, quasi per gioco, scoprendo, poi, di aver trovato una nuova forma di comunicazione molto vicina a me.

Oltre che scrittrice, ti definisci soprattutto mamma. Hai fatto leggere il libro alle tue figlie prima di pubblicarlo? Ti hanno dato qualche consiglio utile?

I miei libri vengono letti in primis dalla mia agente letteraria. Alle mie figlie ho sempre chiesto consigli,ma ora che sono più grandi leggono volentieri e con curiosità brani dei miei libri ancora in stesura. I loro commenti sono preziosi, non solo perché sono le mie figlie, ma soprattutto perché rappresentano i miei possibili lettori.

Finora hai scritto solo libri rivolti ai preadolescenti. Perché hai deciso di scrivere per questa fascia di età? E che tipi di lettori sono i ragazzini di oggi?

Non è stata una decisione studiata o pianificata, è stata la scrittura che mi ha portata a questo tipo di pubblico. I ragazzi di oggi hanno la possibilità di scegliere tra svariati generi letterari: la narrativa per i più giovani si è molto sviluppata e caratterizzata in questi ultimi anni. Certo, la trasposizione cinematografica di molti testi,o il battage pubblicitario, influenza le loro scelte, ma l’avvicinamento ai libri è sempre una buona cosa!

Da dove è nata l’ispirazione per questo tuo ultimo libro?

L’ispirazione per questo libro, quelli precedenti e quelli che verranno – spero tanti – arriva dalla realtà, da quello che mi circonda; dal desiderio di parlare di alcuni argomenti, anche solo sfiorandoli, sperando di suscitare l’interesse dei lettori, di creare curiosità e svegliare qualche emozione ancora addormentata, o congelata – per allacciarci al tema del mio ultimo libro!

Il mistero gioca un ruolo fondamentale in questa storia che si tinge di giallo, giusto?

La superficie del lago di un paesino sperduto resta ghiacciata anche se è piena estate. Come è possibile? E poi, perché il campanile della piazza batte solo l’ora piena? E ancora: cosa ferma lo scorrere del tempo quando si raggiunge il lago? Sì, un po’ di mistero c’è!

Come descriveresti la protagonista Viola? Il personaggio è ispirato a qualcuno? C’è qualcosa di te da ragazzina in lei?

Viola è un’undicenne “particolare”: non ama i telefoni cellulari e i computer perché preferisce osservare la natura. Ha una grande passione per la neve – come la sottoscritta! – ed è molto curiosa; è un personaggio che racconta il mondo dell’adolescenza (o pre-adolescenza) con gli occhi di chi ama il silenzio, l’attesa, l’ascolto. Nel vorticoso e veloce mondo odierno, questa visione è, forse, un’eccezione. In lei, ovviamente, ci sono le mie passioni, oltre che un giusto mix dei caratteri delle mie figlie.

Nel libro sono trattate anche le problematiche tipiche dei ragazzi dell’età di Viola: il rapporto con i genitori, i coetanei e gli amici, i primi batticuore…

Sì, certo. Penso che per i ragazzi sia importante soprattutto poter condividere i propri timori, i dubbi, le prime passioni di cuore con qualcuno che provi e che viva le stesse emozioni: essere accettati dagli altri, non sentirsi soli, è fondamentale.

L’ambientazione campestre rivela, immagino, il tuo amore per la natura. Quanto è importate secondo te per i bambini e ragazzi di oggi riscoprire il contatto con la natura?

Molto, moltissimo. La natura ci insegna ad ascoltare, a saper attendere e a rispettare il mondo che ci circonda. L’allargarsi delle città, il traffico, la velocità della vita ci allontanano dal meravigliarci per un fiore che sboccia, per il canto di un usignolo, per la perfezione di un fiocco di neve o per la bellezza della rugiada che illumina il verde degli alberi. Fermiamoci, insieme ai nostri ragazzi, e ascoltiamo, osserviamo, amiamo.

Infine, Viola era già protagonista del tuo precedente libro, intitolato La bambina dai capelli di luce e di vento. Dobbiamo aspettarci nuove sue avventure?

Chissà? A lei, del resto, sono molto affezionata!

 

Ringrazio la dolce Laura Bonalumi per la sua disponibilità.

Non mi resta che darvi appuntamento con lei sabato 16 aprile, alle ore 16.00, presso il Miliardo Wine Bar,e con tutti gli altri scrittori, nelle giornate di sabato 16 e domenica 17, secondo il calendario che potete consultare sul sito dell’Associazione Clio (www.clioassociazione.it).

a cura di Serena Perego

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