Aspettando il Book Festival Bar: a tu per tu con Loredana Limone, curatrice del Festival e autrice della saga di Borgo Propizio

Il 16 e 17 aprile si terrà un evento mai svolto prima a Cernusco: il Book Festival Bar.

Sarà un’occasione per la città di conoscere i suoi scrittori, che sono una ventina e molti di essi pubblicano con case editrici primarie; un buon patrimonio culturale, insomma.
Questa prima edizione sarà tutta cernuschese, allo scopo di effettuare una mappatura degli scrittori locali. Gli incontri tra autori e lettori, moderati da giornalisti locali, si terranno in alcuni bar del centro.
Per saperne di più, ne parliamocon la direttrice artistica del Festival, la scrittrice Loredana Limone.

Come nasce l’idea del Book Festival Bar?

Quando mi sono resa conto che a Cernusco ci sono più di venti scrittori ho voluto conoscerli e, soprattutto, volevo che li conoscesse la gente. Già di tempo mi era venuta l’idea di organizzare qualcosa di corale, ma da sola non avrei mai potuto farlo. Così ho proposto la mia idea alla neonata Associazione Clio e, con il contributo delle socie di Clio, l’ho realizzata. È stato semplice, perché c’è stato entusiasmo e collaborazione da parte di tutti quelli che hanno partecipato al progetto.
Il programma del Festival, il cui intento è portare la cultura in luoghi non convenzionali e creare un binomio gusto-cultura, è ricco e variegato; i libri proposti trattano gli argomenti più disparati.
Desidero che i cernuschesi sappiano che ci sono concittadini che scrivono e che, incontrandoli al Festival, possano poi riconoscerli in giro, nella vita quotidiana, e accorgersi che gli scrittori sono persone come tutte le altre.
In ultimo, devo dire che sono contenta perché il Festival ha dato il là ad altre analoghe iniziative. Insomma, Cernusco, che mi sembrava un po’ addormentata, si è risvegliata; speriamo che si vada avanti così perché è una cittadina che merita.

Come han reagito i proprietari dei bar quando hai proposto loro di mettere a disposizione i locali per il Festival?

C’è stato da parte loro non entusiasmo, di più: han dimostrato una grande generosità, nessuno ha chiesto nulla per la sala, tutti hanno ceduto volentieri i locali, anzi, hanno apprezzato l’iniziativa e ci hanno ringraziato.

Hai deciso di coinvolgere i ragazzi dell’indirizzo classico dell’ItsosMarie Curie nella lettura dei brani scelti dagli autori durante il Festival. Quanto è importante per te la loro partecipazione?

Il coinvolgimento dei ragazzi, che daranno una mano anche nell’organizzazione materiale, è importantissimo. Ho pensato ai ragazzi, sia perché sono mamma e sento molto il mio essere mamma (anche mio figlio, tra l’altro, ha frequentato l’Itsos), sia perché da ragazza ricordo che sognavo il personaggio dello scrittore. Così ho contattato una delle insegnanti del classico dell’Itsos, la professoressa Palatucci, la quale si è dimostrata disponibile e contenta di coinvolgere i ragazzi in questa iniziativa. Il classico, purtroppo, non è più tanto tenuto in considerazione; invece questo indirizzo è molto importante. Peraltro, chi più dei ragazzi del classico può pensare un giorno di lavorare nel campo della scrittura? Per loro interagire con gli scrittori è un arricchimento; inoltre, alle presentazioni solitamente sono proprio i ragazzi a dare più soddisfazioni, perché sono molto curiosi, sono sempre quelli che fanno più domande. La loro partecipazione, infine, sarà anche un’occasione per far conoscere il classico dell’Itsos.

Intendi continuare l’esperienza del Festival anche in futuro?

Sì, spero di riuscire a organizzarlo ancora il prossimo anno, non più solo con autori cernuschesi, ma portandone altri da fuori, nomi importanti, che diano lustro alla città;autori che altrimenti Cernusco non conoscerebbe, ma anche, viceversa, che altrimenti non conoscerebbero Cernusco.

Oltre ad esserne la curatrice, partecipi al Festival anche come autrice del terzo romanzo della saga di Borgo Propizio, Un terremoto a Borgo Propizio, che ti chiedo di introdurre brevemente

Sì, sarò presente all’Anima Art Café sabato 16 aprile alle ore 18.00, insieme a Monia Farina e Federica Buglioni; la nostra moderatrice sarà la giornalista del Punto Carmen Lo Presti.

Riguardo al libro, la saga è ambientata in questo luogo del cuore (Borgo Propizio) che non c’è e che sta diventando sempre più amato dai lettori. Il borgo dall’alone fiabesco diventa sempre più reale, tanto che si verifica un terremoto che lo sconquassa e c’è anche un omicidio… ma non posso svelare di più!

 Quanto c’è di Cernusco in Borgo Propizio?

Più di una cosa; d’altra parte, non posso prescindere dal mio vivere qui. Il borgo prima si chiamava Asinaio, come Cernusco, ma si vergognava, così nel Quattrocento un sovrano gli cambia il nome. Nella piazza principale c’è il gelso centenario, riferimento al gelso che abbiamo noi; la fontana, però, è più bella della nostra (ride).

Ho molto amore per questa cittadina che mi ha accolta nel 2001; mi piace esteticamente, mi piace l’atmosfera che si respira, mi piace come è accogliente; insomma, Cernusco è il mio Borgo Propizio!

E di Napoli, tua città natale, in cui hai vissuto parte della tua vita?

L’allegria nella caratterizzazione dei personaggi. Non che a Cernusco non ci sia l’allegria naturalmente!

Progetti riguardo ad altri capitoli della saga?

Uscirà prossimamente il quarto romanzo, che chiuderà le vicende borghigiane, salvo che i personaggi non continuino a raccontarmi altre storie…

Raccontaci come vivi il tuo lavoro di scrittrice

Lo vivo bene, con molta gioia. Il romanzo lo vivo 24 ore su 24. Ho però conservato le abitudini di quando avevo un lavoro d’ufficio: comincio a scrivere la sera e il giorno dopo faccio le correzioni.
Oltre alla scrittura, curo anche l’aspetto promozionale. È bello portare il libro in giro, si creano amicizie, si ricava affetto. Ma la parte più bella dello scrivere è proprio lo scrivere, quando resto nel mio studiolo rosa da sola con i miei personaggi.

a cura di Serena Perego

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