“Gran casinò – Storie di chi gioca sulla pelle degli altri”, spettacolo di teatro civile venerdì 4 novembre alla Casa delle Arti

“Indignarsi non basta” è il titolo della mini “rassegna teatrale solidale” proposta anche quest’anno dall’Amministrazione Comunale.

E indignarsi non basta davvero davanti alle tematiche trattate dai due spettacoli in programmazione: il business che sta dietro la piaga sociale del gioco d’azzardo e le violenze, i drammi e le tragedie che affrontano i migrati durante il viaggio dall’Africa all’Italia.

Il primo spettacolo, dall’eloquente titolo Gran casinò – storie di chi gioca sulla pelle degli altri, andrà in scena venerdì 4 novembre alle ore 21.00 alla Casa delle Arti.

Si tratta di una produzione di “Itineraria Teatro”, associazione culturale e teatrale nata a Cologno Monzese nel 1994, che da allora produce e realizza solo spettacoli di Teatro Civile, con testi di denuncia strettamente ancorati all’attualità, portando in scena tematiche di attualità sociale e civile a livello nazionale, in collaborazione con Amministrazioni comunali, Scuole, Università, parrocchie, associazioni culturali. Tra gli spettacoli più noti e riusciti della compagnia si ricordino Voci dalla Shoah, un recital che raccoglie le testimonianze di Goti Bauer, Liliana Segre e Nedo Fiano, sopravvissuti del campo di sterminio di Auschwitz; Dove è nata la nostra Costituzione, che intreccia le biografie di quattro padri costituenti con gli eventi che portarono alla nascita della nostra carta fondamentale; Bambini esclusi, prodotto in collaborazione con UNICEF sulla condizione dell’infanzia nel mondo; Mia terra, patria mia, che ancora una volta dà voce a chi voce  non ha, affrontando la situazione palestinese; H2Oro, spettacolo sul tema del diritto all’acqua, che ha segnato una svolta nella modalità teatrale della Compagnia, con una messinscena a metà tra il teatro civile e l’inchiesta giornalistica, in cui la varietà dei linguaggi e degli strumenti porta lo spettatore a prendere coscienza della situazione, indignandosi e al contempo divertendosi.

Sulla scia di H2oro sono nati poi Q.B. Quanto Basta sui temi dell’alimentazione e la tutela dell’ambiente e Identità di carta sul razzismo e la condizione dei migranti.

I Presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano hanno voluto sottolineare l’impegno civile e sociale della compagnia, premiandola con una targa d’argento.

In Gran casinò a farsi portavoce sulla scena della problematica del gioco d’azzardo è Fabrizio De Giovanni. Vincitore del “Premio Nazionale Enriquez 2016” come miglior attore nella sezione Teatro Civile, De Giovanni è stato tra i fondatori della Compagnia Itineraria. Nella sua carriera ha collaborato con Dario Fo e Franca Rame. Dal 1992 ha iniziato un’intensa attività nell’ambito della promozione della lettura, dedicata sia ai bambini e ragazzi, sia agli adulti, collaborando con oltre centinaia di biblioteche in tutta Italia; dal 1995 collabora inoltre con diverse case editrici italiane alla produzione di audiolibri e audiovisivi scolastici.

«L’azzardo è un cancro sociale» per Papa Bergoglio, che lo definisce anche «un flagello al pari del narcotraffico», ma nonostante ciò in tutta Italia si assiste ad una proliferazione dell’offerta del gioco d’azzardo legale, sostenuta da una promozione pubblicitaria sempre più massiccia e aggressiva.

Se è vero che sempre più associazioni e cittadini chiedono con determinazione alle Istituzioni di regolamentare il settore, ponendo dei limiti all’offerta del gioco, spesso ci si dimentica però di indagare la composizione delle Commissioni chiamate a definire le regole. Così capita che ex politici che hanno collaborato alla redazione del Testo Unico sui Giochi vengano assoldati dalle Concessionarie e manager delle multinazionali dell’azzardo vengano candidati al Parlamento e assumano incarichi nella gestione politica del settore. Il business ad ogni costo, un costo elevatissimo: vite spezzate, famiglie distrutte, costi sociali inestimabili.

Per fortuna, a fronte alla latitanza di certe Istituzioni, ci sono parecchi cittadini che, riuniti in libere organizzazioni, insieme anche al mondo della scuola, collaborano a costruire argini culturali a questo fenomeno.

Questo spettacolo si offre come «strumento di comunicazione emotiva e al contempo razionale per stimolare l’indignazione e creare consapevolezza». Già, consapevolezza del fatto che in un’Italia che è da anni in forte declino economico e sociale, il gioco d’azzardo ha fatto registrare un exploit travolgente: gli italiani sono meno dell’1% della popolazione del pianeta, ma nei giochi on line rappresentano il 23% del mercato mondiale. Ogni cittadino italiano, minorenni compresi, si è giocato in media l’anno scorso più di 1.500 euro. Molti hanno intravisto nel gioco d’azzardo la soluzione ai propri problemi economici e si sono gettati a capofitto nel mare delle scommesse; lo Stato, dal canto suo, «ha pensato bene di risolvere i propri deficit di bilancio andando a pescare nel torbido dell’azzardo per aumentare le entrate fiscali».

Di fronte a tutto ciò, lo spettacolo vuole allora urlare con forza “no” al gioco d’azzardo, anche a quello legale, e «contribuire a creare consapevolezza su un perverso business gestito dalle lobby del gioco e dalla malavita. Perché questo cancro sociale cessi di propagarsi nelle menti e nell’animo di milioni di cittadini».

Spettacolo Gran casinò – Storie di chi gioca sulla pelle degli altri
Una produzione ITINERARIA TEATRO
con Fabrizio De Giovanni
Regia: Gilberto Colla
Testo: Ercole Ongaro e Fabrizio De Giovanni

Venerdì 4 novembre
Casa delle arti, via De Gasperi 5, Cernusco sul Naviglio

A cura di Serena Perego

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