Inizia la rinascita di villa Alari: avviati i lavori di restauro del parco. Intervista al Sindaco

La rinascita di villa Alari è ormai realtà: due giorni fa ha preso avvio il cantiere per i lavori di restauro del parco storico (10.000 metri quadrati di verde di qualità); nei prossimi giorni sarà la volta della cappella gentilizia (la cui pala d’altare, opera di Salvatore Bianchi risalente al 1725, è già stata sottoposta a restauro) e quindi del corpo nobile. Si tratta di interventi previsti dall’Accordo di Programma sancito tra la Regione, il Comune e la Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per finanziare la restaurazione e la riqualificazione della dimora settecentesca, firmato lo scorso 28 ottobre presso villa Alari.

Ne parliamo meglio con il Sindaco, Eugenio Comincini, ormai agli ultimi giorni del suo secondo mandato, con il quale ripercorriamo le tappe che hanno portato alla firma dell’accordo di programma e tracciamo il quadro della situazione attuale e delle future prospettive.

Come si è arrivati alla firma dell’accordo di programma per il restauro della villa?

Dunque, ricapitolando, nel 2007 il Comune ha ottenuto la piena proprietà del corpo centrale della villa. Da allora è iniziato l’impegno, prima dell’amministrazione Cassamagnaghi, poi della mia, di valorizzare il bene, ma, a causa della forte crisi, le Amministrazioni hanno dovuto fare i conti con l’impossibilità di destinare risorse al restauro della villa. Nell’ultimo scorcio del mio mandato è diventato meno problematico spendere le risorse a disposizione, che restano tuttavia sostanzialmente scarse. La vera molla che ha fatto scattare la possibilità di giungere alla firma dell’accordo di programma è stato il posizionamento della villa al primo posto in Lombardia e al nono in Italia (con quasi 29 mila segnalazioni) nel censimento “I luoghi del cuore del FAI” indetto nel 2014, grazie all’enorme impegno profuso dai volontari del “Fai Martesana”, senza i quali questo risultato non sarebbe stato raggiunto. Ciò ha consentito di accendere i riflettori su villa Alari, facendole ottenere una maggiore attenzione da parte dei media. A questo punto, anche grazie al mio ruolo di vicesindaco della città metropolitana, ho illustrato all’assessore al Bilancio della Regione, Massimo Garavaglia, un’ipotesi di accordo di programma che permettesse il recupero della villa. Egli si è dimostrato da subito interessato e si è attivato, parlandone con il Presidente Maroni. Sono allora iniziati gli incontri tra Comune e Regione ed è stata coinvolta anche la Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana: la sovrintendente, l’architetto Antonella Ranaldi, è venuta a vedere la villa e si è resa disponibile alla sottoscrizione dell’accordo di programma.

Venerdì 28 ottobre, giorno della firma dell’accordo di programma: ci racconti come si è svolta la giornata

È stata una bella mattinata. Erano presenti i membri della giunta, alcuni membri del consiglio comunale, i tecnici interessati, gli esponenti del “FAI Martesana” e i giornalisti. Prima della firma, abbiamo fatto visitare la villa a Maroni, al quale ho fatto da cicerone. Al Presidente è piaciuta molto e a lanciato l’idea di creare una rete delle ville lombarde, candidandole addirittura a patrimonio dell’Unesco. Si tratta di un progetto molto bello e ambizioso e mi fa piacere che l’dea sia partita proprio da Cernusco e da villa Alari.

firma accordo programma villa alari

La firma dell’accordo di programma. Da sinistra: la sovrintendente Ranaldi, il presidente Maroni e il sindaco Comincini

Quali interventi di restauro prevede esattamente l’accordo di programma? Quanti fondi sono stati stanziati e qual è la tempistica prevista per la realizzazione dei lavori?

L’accordo ha permesso di avviare gli interventi indispensabili (il consolidamento statico, il rifacimento del tetto, la riqualificazione delle facciate, del giardino storico e della cappella gentilizia), per i quali sono stati investiti circa 2 milioni di euro, di cui 947 mila messi a disposizione dalla Regione, i restanti dal Comune. Certo, la somma di tutti gli altri interventi necessari (installazione degli impianti, restauro degli stucchi e degli affreschi, rifacimento della pavimentazione e degli infissi) ammonta a circa 8 milioni e mezzo di euro. Tuttavia, questo primo significativo intervento permetterà alla villa di essere fruita in modo migliore e di porsi maggiormente all’attenzione del privato sociale o di istituzioni culturali che possano proporre idee interessanti. Per quanto riguarda la tempistica, i lavori dureranno circa 10 mesi. Sarà poi il prossimo sindaco a decidere in che occasione riaprire la villa al pubblico.

Come amministrazione vi ritenete soddisfatti di quello che siete riusciti a fare per villa Alari?

Assolutamente sì, soprattutto se teniamo conto delle condizioni nelle quali abbiamo dovuto operare e delle profonde limitazioni alla spesa. Certo, mi sarebbe piaciuto poter attuare prima questo intervento, piuttosto che a fine mandato, ma purtroppo non ci sono state le condizioni economiche, a meno di non rinunciare a delle priorità, come le strade e le scuole. Fortunatamente, le leggi di stabilità per lo scorso anno e quest’anno hanno consentito invece ai Comuni che hanno i soldi di poterli maggiormente spendere e, se le cose continueranno così, la futura amministrazione potrà programmare altri interventi con risorse proprie o partecipando a bandi, senza dover per forza attendere i privati. Sono convinto che il là che abbiamo dato con questi primi interventi farà da molla per tutti quelli futuri.

Quale futuro immagina per la villa? Una volta risistemata, come spera venga utilizzata?

Se si costituisse davvero la rete di ville vagheggiata da Maroni, essa non potrebbe prescindere da accordi con la rete museale milanese e lombarda e le ville potrebbero quindi diventare luoghi di cultura destinati a ospitare mostre e proposte culturali. Vedo dunque villa Alari come un luogo dove poter fare cultura in primis e penso che in futuro debba essere innanzitutto esplorata la possibilità di valorizzarla dal punto di vista culturale, poi, se ci saranno istituzioni o realtà del privato sociale che avanzeranno proposte per un uso coerente con la sua storia e con il desiderio dei cernuschesi di poterne fruire meglio, si faranno gli accordi del caso. Dal mio punto di vista, insomma, villa Alari non può assolutamente essere trattata come un bene da sfruttare commercialmente e basta.

Be the first to comment on "Inizia la rinascita di villa Alari: avviati i lavori di restauro del parco. Intervista al Sindaco"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*