Intervista alla grande attrice cernuschese Arianna Scommegna, nel cast dell’ultimo film di Marco Bellocchio “Fai bei sogni”

C’è anche un’attrice cernuschese nel cast del film Fai bei sogni, tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di successo del giornalista e scrittore Massimo Gramellini, uscito nelle sale a novembre, per la regia di Marco Bellocchio. Lei è Arianna Scommegna, nata a Milano, ma residente a Cernusco dal 2003, dove ha tenuto per quattro anni un laboratorio teatrale alla scuola media di Piazza Unità d’Italia, che definisce «una delle esperienze più belle che abbia fatto».

Figlia d’arte del noto cantante Nicola di Bari, Arianna eredita fin da piccola dal padre la passione per il mondo dello spettacolo, in particolar modo per il teatro. Si diploma così nel 1996 alla “Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi” di Milano. Dal 1996 è socia fondatrice della compagnia teatrale “A.T.I.R. Teatro Ringhiera di Milano”, con la quale recita negli spettacoli diretti da Serena Sinigaglia Utoya di Edoardo Erba(attualmente in tournée), Di A Da In Con Su Per Tra Fra Shakespeare di S. Sinigaglia, (attualmente in tournée dal 2005), Qui città di m. di Piero Colaprico (attualmente in tournée dal 2006), Alla mia età mi nascondo ancora per fumare di Rayhana (2013-2015), Come un cammello in una grondaia(1997-2015), tratto dalle Lettere dei condannati a morte delle resistenza europea; “Romeo e Giulietta” (1996-2010), Ribellioni Possibili di  Garcia Araus e Garcia Yague (2012-2014),Donne in parlamento di Aristofane (2007),  Troiane di Euripide (2004-2006), Lear – ovvero tutto su mio padre di W.Shakespeare (2002-2004), Baccanti (1998-2000), Where is the wonderful life di R. Ciaravino (1999) e Potevo essere io, sempre di Renata Ciaravino, attualmente in tournée.

Sempre con la compagnia ATIR è inoltre impegnata come attrice e trainer nel progetto speciale “Gli spazi del teatro”, un laboratorio permanente di teatro sociale per persone diversamente abili.

Con la regia di Veronica Cruciani recita in Due donne che ballano di J.M Benet (attualmente in tournée), Il ritorno di Sergio Pierattini (2009) e La Palestra ore 18.00 di Giorgio Scianna (2011); con la regia di Gigi Dall’Aglio in  Cleopatràse Mater Strangosciàs di Testori (attualmente in tournée dal 2009) e Terrore e miseria del terzo Reich di Brecht (1996); con la regia di Giampiero Rappain in Il coraggio di Adele(2014) e con la regia di Cristina Pezzoli in Madre Coraggio di Brecht (2008).

Ha inoltre lavorato anche con i noti registi Peter Stein, inRitorno a casadi Pinter (debutto al Festival di Spoleto nel 2013) e Gabriele Vacis, in La Molli, divertimento alle spalle di Joyce di Vacis e Scommegna (attualmente in tournée dal 2001).

Ha ricevuto diversi riconoscimenti dalla critica, vincendo il “Premio Lina Volonghi” nel 1996, il “Premio Nazionale della Critica” nel 2010, il “Premio Hystrio” nel 2011 e il “Premio Ubu” nel 2014.

Insomma, una carriera ben avviata nel mondo del teatro, quella di Arianna, che ora si sta facendo strada anche nel cinema. Già in passato ha partecipato a qualche film, recitando in “Scialla!”, di Francesco Bruni, nel ruolo della madre; ne La variabile umana, di Bruno Oliviero, nel ruolo di Ruth; in D.A.D., di Marco Maccaferri e ne Il dolce rumore della vita, di Giuseppe Bertolucci, nel ruolo di una giovane attrice. E ora la partecipazione al film Fai bei sogni, con Valerio Mastandrea, diretto dall’affermato Marco Bellocchio, regista, tra i molti altri, di I pugni in tasca (1965), La Cina è vicina (1967), Nel nome del padre (1972), Buongiorno, notte (2003), Vincere (2009) eSangue mio sangue (2015). Arianna interpreta il ruolo di Madrina, una delle migliori amiche della madre del protagonista Massimo, la quale muore in circostanze misteriose quando il figlio ha appena nove anni. Una volta cresciuto e diventato giornalista, per Massimo inizia una dura e dolorosa ricerca della verità sulla morte della madre; la vicinanza della compagna Elisa lo aiuterà ad affrontare i fantasmi del passato e la verità su sua madre e sulla sua infanzia.

Nell’intervista che segue, Arianna, che ringraziamo, ha accettato di raccontarci questa esperienza.

Innanzitutto, come hai ottenuto la parte?

Ero a Roma in tournée e la mia agente mi ha detto che Bellocchio stava cercando attori per il suo ultimo film. Il regista è venuto a vedermi a teatro e gli sono piaciuta, così qualche giorno dopo mi ha fatto il provino e…mi ha presa per la parte di Madrina.

Parlaci del personaggio che interpreti e di come ti sei calata nei suoi panni

Madrina è una delle migliori amiche di famiglia, una specie di zia per Massimo, che viene allontanata dopo la morte di sua madre. Quando Massimo è adulto i due si rivedono, lui la chiama perché è sempre rimasta nel suo cuore e pensa di rivolgersi a lei per cercare di chiarire i dubbi che ha sulla morte della madre: sarà infatti proprio lei a scioglierli. Madrina è quindi un personaggio, sebbene minore, molto importante nel racconto,proprio per il suo ruolo di rivelatrice della verità. La cosa più interessante, per me come attrice, è stata dovermi calare nei panni del personaggio da giovane e poi da anziana. In generale credo che nel cinema, per interpretare qualunque personaggio, sia necessario un grande lavoro interiore, insieme alla capacità di lasciarsi andare.

Come è stato lavorare con Bellocchio e con gli altri attori del cast?

Bellissimo. Bellocchio è un maestro straordinario, mette un grande amore, una grande cura e attenzione in tutto quelli che fa, in ogni dettaglio; studia in ogni particolare le relazioni tra i personaggi. Inoltre, crea un ambiente di lavoro sereno e fa sentire gli attori partecipi di un progetto importante. Anche con gli altri attori mi sono trovata benissimo, erano molto generosi tra di loro. Insomma, è stata una bellissima esperienza sia sotto il profilo lavorativo che sotto quello umano.

In futuro pensi di continuare a lavorare anche nel cinema?

Sì, perché no, tempo permettendo…

Dove ti possiamo vedere attualmente o nei prossimi mesi?

Questo mese sono a Milano al Teatro Ringhiera il 20, 21 e 22, con il monologo Magnificat di Alda Merini e sarò in turnée a Modena e in molte altre città italiane con Utoya di Edoardo Erba. Da gennaio riprenderò altre tournée e sarò impegnata in due nuovi prossimi nuovi progetti: Tre sorelle di Cecov, per la regia di Serena Sinigaglia (produzione Carcano-Metastasio-Atir) e Delitto e castigo, per la regia di Konstantin Bogomolov (produzione “Emilia Romagna Teatro”).

Ci dovrebbe inoltre essere una bella novità che riguarda ancora il cinema: ho recitato nel film di un altro famoso regista italiano, interpretando un ruolo piuttosto importante. Se tutto va bene, uscirà l’anno prossimo. Per ora non voglio svelare di più perché, si sa, noi attori siamo molto scaramantici!

a cura di Serena Perego

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