Intervista a Laura Bonalumi, la scrittrice cernuschese per ragazzi presente al Book Festival Bar con il suo ultimo libro “Voce di lupo”

L’unica scrittrice cernuschese che parteciperà alla seconda edizione del Book Festival Bar, dedicata agli autori che pubblicano con importanti case editrici, è Laura Bonalumi, che, dopo una lunga esperienza nel settore pubblicitario, ha scoperto la passione per la scrittura ed è diventata autrice per ragazzi. Il libro che presenterà domenica 9 aprile, alle ore 11.00 presso “Profumo di dolce” (piazza Ghezzi) è Voce di lupo, la sua seconda opera edita da Piemme, dopo Il lago del tempo fermo. Questa la trama del libro, adatto alla fascia d’età 12-14 anni: se il bosco potesse parlare, racconterebbe di due ragazzi che amavano respirare il profumo della resina. Se le montagne e i sassi avessero voce, direbbero che lassù, dove le cime graffiano il cielo, a volte il respiro si ferma. Come quello di Giacomo, bloccato dalla terra che all’improvviso frana; come quello del suo più caro amico, che preferisce non ricordare il proprio nome, perché da quando la montagna si è sgretolata niente ha più senso. E parlerebbero anche del respiro di Chiara, amica preziosa che ama i boschi solo in cartolina. Non bastano le parole di genitori, professori o amici per riempire un vuoto che sembra incolmabile: Giacomo se n’è andato e ha portato via il sole. Vivere ancora sembra impossibile, se non passando attraverso ciò che è accaduto. Passando di nuovo attraverso il bosco.

Nell’intervista che segue affrontiamo insieme all’autrice alcune della tematiche principali del libro:

So che sei un’amante della natura. In questo libro si può affermare che la protagonista sia proprio la natura, rappresentata soprattutto dal lupo, uno degli animali che più incarnano l’idea della natura selvaggia e, immagino, uno dei tuoi preferiti?

Sì, mi piace raccontare la natura: la sua bellezza e, soprattutto, la sua importanza. Spesso ci dimentichiamo della “casa” che così gentilmente ci ospita; la calpestiamo, la trascuriamo svegliando, in qualche modo, la sua voglia di vendetta. La scelta del lupo come protagonista del romanzo, viene, oltre che da una scelta personale di gusto e passione, anche dalla somiglianza che questo animale ha con il cane, animale domestico per eccellenza e amico fedele dell’uomo.
La natura nel libro è un’amica che sa ascoltare e consigliare, l’immersione nella natura è una cura per lenire le sofferenze, trovare conforto nei momenti più bui della nostra vita e ritrovare se stessi. Oggi però sappiamo ancora ascoltare la natura? Soprattutto i giovani lo sanno fare?

Credo nel potere del silenzio e della solitudine: quale ambiente migliore allora di un bosco? Accade che le risposte tanto cercate e tanto attese siano, in realtà, nascoste dentro di noi, da sempre, solo che non ce ne accorgiamo. La velocità e la frenesia delle nostre vite non ci permette di ascoltare, gli altri ma anche noi stessi. La mia speranza è proprio quella di riuscire a parlare con i ragazzi di ascolto e di silenzio, di accendere in loro la voglia di allontanarsi da computer e cellulari per toccare con mano e sentire i profumi e le voci di una foresta.

Affronti il delicato tema della morte, della perdita di un amico da parte del protagonista, un momento difficilissimo da superare, soprattutto per un ragazzino…

Un momento difficile per chiunque. Per un ragazzo, però, perdere un amico può significare anche perdere un punto di riferimento. Il tempo che gli adulti riescono a dedicare ai ragazzi è sempre meno e sempre più frammentato, ecco che l’amicizia diventa fondamentale per condividere i propri dubbi e le incertezze.

Altre tematiche a te care che affronti nel libro sono l’amicizia e il rapporto con gli insegnanti e  i genitori, gli adulti con cui spesso i ragazzi non riesco a entrare in comunicazione. Come hai sviluppato qui soprattutto questa seconda tematica?

Ho provato a ribaltare la situazione, proponendo una storia dove i genitori si accorgono di sbagliare, di essere pressanti ed esigenti, dove, finalmente, riconoscono la maturità e il senso di responsabilità del figlio. Siamo spesso abituati a giudicare i nostri ragazzi come immaturi, fannulloni e con scarsi interessi. Be’, nella maggior parte dei casi sbagliamo.

Un aspetto che caratterizza alcuni tuoi personaggi, e soprattutto il protagonista di questo libro, è la tendenza alla solitudine; è anche una tua caratteristica?

Sì, mi piace stare sola, amo il silenzio, la tranquillità, amo la neve! La solitudine, se vista come momento per stare con se stessi, per ascoltarsi, è fonte di grande ispirazione e di crescita.

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