La biblioteca diventa più bella con la Street Art: personaggi fiabeschi invitano alla lettura

E’ impossibile non fermarsi o comunque, almeno, non dare un’occhiata: il nuovo murales della biblioteca fa questo effetto. E come potrebbe essere altrimenti? Personaggi reali e fiabeschi, dipinti con maestria, invitano davvero i passanti a fare una sosta e, perché no, entrare a sfogliare qualche libro. Colori vivaci, espressioni serafiche, animali buffi ma anche un bellissimo albero blu, una bicicletta rossa e un libro volante. Non manca proprio niente per stupire e certamente l’edificio ora è più bello. Senza contare poi che si tratta del primo intervento di Street Art su una parete pubblica  e per di più all’interno del centro storico.

Un progetto nato tra i banchi di scuola, quelli dell’istituto Ipsia Majorana per l’esattezza, dopo una serie di lezioni organizzate dall’ Associazione Bau Atelier che hanno insegnato ai ragazzi delle classi quarte i segreti della street art. Da qui l’idea di abbellire i muri della biblioteca, mettendo in pratica quanto appreso e, di conseguenza, l’esigenza e la volontà di coinvolgere l’Amministrazione Comunale.

Anche se, all’inizio, non è stato un gioco da ragazzi. “L’idea è piaciuta subito al sindaco Eugenio Comincini e all’assessore alla Cultura Rita Zecchini” spiega Chantal Martinelli, responsabile del Bau “ma ottenere il permesso da parte della commissione paesaggistica e dalla sovraintendenza ai Beni Culturali è stato difficile”.

Poi però i lavori sono partiti, a fine novembre, e giorno dopo giorno il murales ha preso forma: gli studenti, 18 per l’esattezza, stanno partecipando volentieri e si divertono senza badare troppo al freddo, armati di pennelli e di pazienza. In prima linea con loro, quasi tutti i giorni, c’è anche Vittoria Varani, esperta scenografa e socia del Bau, che insieme alla Martinelli ha elaborato il progetto.

Ma cosa vogliono dire le immagini dipinte sulle pareti della biblioteca? L’albero blu per esempio, spiegano le volontarie, rappresenta la solidità e la ricchezza  del luogo pubblico mentre l’orologio vuole ricordare che è ora di dare spazio alla cultura. Poi troviamo la mamma che indica l’ingresso della biblioteca al suo bimbo o la bicicletta che suggerisce l’idea di poterci arrivare facilmente. Il gatto e il cagnolino, invece, sono simboli domestici e rimandano all’aspetto intimo, concreto e quotidiano del posto.

Soddisfatto l’assessore alla Cultura Rita Zecchini che dal primo momento ha sostenuto l’associazione e si è attivato per coinvolgere le scuole. “Non è stato facile ma adesso che il lavoro è quasi ultimato ne è valsa la pena perché in questo modo la biblioteca diventa una sorta di museo a cielo aperto e viene valorizzata, insieme al talento dei ragazzi dell’Ipsia” le parole dell’assessore che ringrazia moltissimo il Bau Atelier e i suoi volontari per il fatto di essere sempre collaborativi e pieni di belle proposte per la comunità.

Ma il merito del progetto va anche al preside Nicola Ferrara e alla professoressa Stefania Scinelli dell’Ipsia che a detta della Martinelli (e ci crediamo) “hanno dimostrato grande sensibilità nel rispondere subito e positivamente all’iniziativa”.

a cura di Francesca Lavezzari

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