Le opere realizzate per la rassegna internazionale di arte contemporanea “Ecoismi”: Proiezione stellare di Alessandro Perini a Vimodrone. Intervista all’Artista

La natura incontra l’arte lungo la pista ciclabile che segue lo scorrere del Naviglio Martesana, grazie alla rassegna Ecoismi, giunta quest’anno alla sua quinta edizione, organizzata dalla Residenza artistica Ilinxarium in collaborazione con i Comuni del protocollo Martes’Anima (Cassano d’Adda, Vaprio d’Adda, Inzago, Cernusco sul Naviglio, Cassina de’ Pecchi e Vimodrone) e con il partenariato del Parco Adda Nord.

Un evento internazionale di arte contemporanea nello spazio pubblico e in dialogo con la natura, che prevede la collocazione in aree poste lungo il Naviglio, nelle città di Vimodrone, Cernusco sul Naviglio, Cassina de’ Pecchi, Inzago, Cassano d’Adda, Vaprio d’Adda e Trezzo sull’Adda, di otto opere d’arte site-specific realizzate da giovani artisti italiani o stranieri selezionati tramite un bando. Le opere resteranno visibili fino al 2 ottobre.

Filo conduttore dell’edizione di quest’anno è il tema «tutto scorre», il celebre aforisma attribuito al filosofo greco Eraclito, secondo il quale«non potresti entrare due volte nello stesso fiume», poiché sia il fiume (nel suo perenne scorrere) sia l’uomo (nel suo perenne divenire) non sarebbero più gli stessi, ovvero vale a dire che non si può fare la stessa esperienza per due volte, giacché ogni ente è sottoposto alla legge inesorabile del mutamento.

Ognuno degli artisti, o coppie di artisti, selezionati (Alessandro Perini, Emanuela Bizzozero, il duo Vaha, formato da Rossella Siani e Mariangela Intaglietta; il duo Calembour, formato da Laura Migliano e Giorgia Petri; Federica Pezzan & Daniele Verderio, il duo Ma2, formato dalle iraniane Maral Khajavi e Maria Azadkhani; la tedesca Ines Fiegert e Benny Mangone) ha declinato il tema filosofico secondo la propria creatività, la propria concezione di arte e le proprie tecniche artistiche, ma con la stessa attenzione per l’uso di materiali naturali ed ecocompatibili e traendo comune ispirazione dalla natura e dall’universo, dall’incessante movimento e mutamento che sono il motore e l’essenza di ogni cosa.

Conosciamo meglio alcuni degli artisti e le loro opere, in modo da poterle osservare da ora in poi con occhi più consapevoli.

Partiamo da Alessandro Perini: nato a Cantù (CO) nel 1983, ha studiato Composizione, Musica Elettronica e Scienze della Comunicazione Musicale in Italia e in Svezia, dove attualmente lavora e risiede.
La sua produzione artistica spazia dalla musica strumentale ed elettronica alla net-art, alla land art, al multimedia e alle installazioni luminose. L’opera con cui ha partecipato a Ecoismi è un’installazione galleggiante, dal titolo Proiezione stellare, che si può osservare a Vimodrone. In essa la pianta della costellazione di Ercole (che passerà nelle sere d’estate sopra la location dell’installazione) viene utilizzata come se fosse una proiezione di un artefatto umano tridimensionale che, ondeggiando insieme all’acqua corrente, prova a seguire il moto apparente delle stelle.

Nell’intervista che segue l’artista spiega come è nata l’opera e la illustra in maniera semplice e comprensibile anche a chi non sia esperto di arte contemporanea.

Quando e come ha iniziato a praticare la land art?

Partendo dal mio background di musicista e compositore, ho invaso l’area dell’animazione e del video attraverso la musica elettronica, grazie ai software che consentono di lavorare su ambienti multimediali integrati. Questa pratica digitale, immateriale, ha poi cominciato a includere anche degli oggetti, delle superfici sopra le quali il video veniva proiettato, dei luoghi dove il suono accadeva come fenomeno site-specific. Una volta tolto tutto l’apparato tecnologico, è rimasto l’oggetto concreto nudo e crudo, a dialogare con l’ambiente che lo ospita.

Quali motivazioni l’hanno spinta a partecipare a Ecoismi?

Da emigrato in Svezia, tengo l’occhio sempre attento verso ogni tipo di iniziativa artistica in Italia, soprattutto se riguarda la mia regione, la Lombardia. Seguendo Ecoismi fin dalla prima edizione mi era chiaro, anche dai racconti di amici che vi avevano partecipato, che fosse un buon contesto per poter sperimentare le mie idee e realizzarle. In particolare sono interessato, specie di recente, a quelle situazioni in cui l’idea artistica non si concretizza in un museo o in una sala da concerto, ma è calata in una situazione pubblica.

Com’è nata l’idea di quest’opera? Può illustrarla in maniera semplice a chi non è esperto di land art?

Da sempre uno dei tratti dei miei lavori è il rapporto tra reale e virtuale, che si declina anche nei vari livelli di apparenza e realtà delle cose. Riflettevo sul fatto che le stelle non sono, così come gli antichi si immaginavano, incastonate su una superficie sopra di noi, ma in realtà hanno distanze e luminosità molto diverse tra loro. È un gioco prospettico a farcele percepire equidistanti dalla terra e a far sì che nel tempo si siano immaginate le costellazioni. Una costellazione nasce infatti da un intervento umano che unisce i punti (le stelle) in una figura piana. La scultura che ho realizzato per Ecoismi è una figura tridimensionale basata sulla costellazione di Ercole, nel senso che i punti di contatto dei vari elementi che la compongono, visti dall’alto, combaciano con la posizione delle stelle. Idealmente, quando la costellazione, nelle notti d’estate, passerà sopra la scultura, si realizzerà un rapporto diretto tra la scultura e la costellazione, la quale può essere pensata come una proiezione della scultura stessa. Questo per sottolineare che siamo noi, con la nostra immaginazione, ma anche dal nostro punto di vista ridotto di uomini, a interpretare e inseguire la natura.

Di che materiali è fatta l’opera? Quanto tempo ha richiesto la sua realizzazione?

L’opera è in abete bianco, con connessioni in metallo e aggiunte in gomma.

La progettazione, durata circa dieci giorni, ha richiesto diverse fasi di prova per ideare il solido finale, utilizzando dei sistemi software, a partire dalla mappa della costellazione. Dal progetto virtuale sono state derivate le misure dei pezzi di legno da tagliare ed anche gli angoli di inclinazione; successivamente è stato ricavato un modellino. Oltre alla verniciatura del legno, la realizzazione delle giunte e la costruzione in sé dell’opera hanno richiesto poi un’ulteriore settimana di lavoro.

a cura di Serena Perego

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