L’ultimo saluto a Virginia Rosci, la storica “maestra zia” della scuola Manzoni. Grande partecipazione ai funerali, celebrati mercoledì 2 novembre in chiesa prepositurale

È venuta improvvisamente a mancare a 77 anni Virginia Rosci, storica maestra della scuola “Alessandro Manzoni”, conosciuta con il soprannome di “maestra zia”. E, in effetti, maestra e insieme zia lo è stata per il nipote Filippo, ma in un certo senso anche per tutti gli alunni, a cui era legata come se fossero tutti nipoti suoi, perché, dopo una vita passata alla Manzoni, la scuola era diventata la sua seconda famiglia. E lei era diventata una di famiglia per i colleghi e gli alunni, che non l’hanno mai dimenticata e mercoledì 2 novembre sono accorsi numerosi alla chiesa di Santa Maria Assunta per darle l’estremo saluto.

Tra gli ex colleghi, presenti i maestri che per tanti anni l’hanno affiancata nelle sezioni del modulo, Marco Pertica e Elena Massini, che ama ricordarla con queste parole: «una collega esemplare per impegno e capacità di adattarsi anche alle novità che noi “giovani” ai tempi suoi sperimentavamo. Sempre disponibile, con quel suo tono di burbera benefica, si era guadagnata l’appellativo di zia, zia di noi tutti, colleghi e alunni. Accogliente con i nuovi arrivati, lo fu anche con me, sbarcata alla Manzoni da Milano nel lontano 1993, con il mio passato di scuola a tempo pieno e il mio nuovo compito di specialista di Inglese. Mi aiutò a conoscere gli alunni e i colleghi, con quel suo solito fare buono e brontolone, senza farmi mai sentire l’ultima arrivata».

Molti gli ex alunni che, come me, hanno voluto dare l’ultimo saluto alla “maestra zia”, insieme ai tanti compaesani che la conoscevano e la stimavano.

Il prevosto Don Ettore Colombo, che ha celebrato la cerimonia funebre, ha sottolineato l’importanza del lavoro di educatrice svolto con tanto impegno dalla maestra Rosci e, a conclusione delle esequie, in un commuovente discorso letto da una di loro, gli ex colleghi ne hanno ricordato la disponibilità nei loro confronti, la dedizione al lavoro, la fermezza e il senso del rispetto delle regole, che andavano di pari passo con la bontà e l’affetto nei confronti degli alunni.

Era una maestra d’altri tempi, Virginia Rosci, di quelle maestre che ci tenevano alla calligrafia, all’ortografia, allo studio a memoria delle poesie e ai temi in classe, ma allo stesso tempo moderna sotto molti punti di vista. Una maestra severa ma allo stesso tempo dolce, che si interessava a tutti i suoi alunni e non lasciava indietro nessuno, che sapeva valorizzare i punti di forza di ognuno. E, soprattutto, una maestra che insegnava anche l’educazione, le buone maniere, il rispetto degli altri e delle regole, i valori dell’onestà, dell’amicizia, dell’altruismo, della generosità, dell’accettazione del diverso. Grazie, maestra zia, per averci fatto da maestra, di scuola e di vita, e averci voluto bene come una zia.

A cura di Serena Perego

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