Nel cuore di Cernusco sul Naviglio: è uscita la prima guida sulla città, scritta a due mani da Elisabetta Ferrario e Mauro Raimondi

Fin dal Settecento e dall’Ottocento, grazie alle sue celebri ville Alari (dove per alcuni anni soggiornò l’arciduca Ferdinando, figlio di Maria Teresa d’Austria) e Uboldo (teatro di svariati intrattenimenti a cui partecipò il fior fiore della nobiltà meneghina), Cernusco ha avuto una vocazione “turistica”. Per le sue vie sono passati San Carlo e Federico Borromeo. Vi hanno abitato l’arrivista conte Biancani, l’intraprendente Antonio Greppi, Ambrogio Uboldo, nella sua villa il cui parco cela misteriose grotte; il Beato monsignor Luigi Biraghi, l’ultimo dei Visconti di Saliceto e l’artista Vico Viganò, ideatore del mai realizzato campanile del Duomo. E anche, in tempi recenti, sportivi di fama, come Gaetano Scirea, Roberto Tricella e Roberto Galbiati.

Ora la città ha finalmente la sua prima vera e propria guida, intitolata Nel cuore di Cernusco sul Naviglio. Tre passeggiate nel centro storico, che ne ricorda gli avvenimenti e i personaggi storici e ne descrive i gioielli architettonici. Tre itinerari percorribili a piedi, dalla Strada Padana al centro città e da Piazza Matteotti al santuario di Santa Maria oppure ai giardini dell’Uboldo. Tre percorsi durante i quali si incontrano ville, palazzi, piazze, chiese, monumenti, corti ed ex realtà industriali, come la filanda Gavazzi, che vengono illustrati con un linguaggio semplice e chiaro e con l’ausilio di foto e schede artistico-architettoniche riassuntive. Il tutto con l’obiettivo di «prendere per mano l’escursionista di passaggio ma anche il nuovo cernuschese e portarlo, passo dopo passo, a fargli conoscere quei luoghi dove l’Arte o lo scorrere della Storia hanno lasciato un ricordo».

La guida, stampata grazie alla fondamentale sponsorizzazione della Banca di credito cooperativo di Cernusco sul Naviglio, è opera di una cernuschese doc e un cernuschese di adozione, noti per le loro pubblicazioni su Cernusco e Milano e per aver condotto visite guidate in città: Elisabetta Ferrario e Mauro Raimondi.

Elisabetta FERRARIO MEZZADRI, architetto e insegnante, ha dedicato numerosi libri alla sua città (Cernusco sul Naviglio. Ville e cascine, Villa Alari, Il catasto racconta), oltre ad aver partecipato a vari testi su Milano (I navigli. Da Milano lungo i canali, Milano nei palazzi privati, Milano. Il volto della città perduta, Dimore sull’acqua).

Mauro RAIMONDI, insegnante di Storia, milanese di nascita, della sua città ha raccontato il cinema in Milano Films 1896/2009, le testimonianze dei viaggiatori stranieri in Dal tetto del Duomo e i libri in Cento Milano. È anche autore e coautore di alcuni libri di letteratura sportiva, tra cui Invasione di campo–Una vita in rossonero, Il derby della Madonnina e Milano è rossonera. Su Cernusco ha già scritto Cernusco sul Naviglio e la sua storia. Ha inoltre tenuto in Biblioteca cicli di conferenze sulla storia di Milano e di Cernusco e sui poeti dialettali milanesi.

Abbiamo incontrato Mauro, che ha gentilmente accettato di rilasciarci l’intervista che segue.

Quando e perché vi è venuta l’idea di scrivere una guida su Cernusco?
In verità, questa idea la covavamo entrambi da tempo, ma separatamente. Poi, un anno fa, Elisabetta Ferrario ed io ci siamo incontrati per definire delle visite di Cernusco per il FAI e, mentre studiavano gli itinerari,ci siamo detti: perché non scrivere una guida di Cernusco? Una volta presa la cartina del paese, in dieci minuti i tre percorsi erano tracciati. Il libro è nato così, e nel suo genere è unico, perché di testi su Cernusco ce ne sono parecchi, e pure belli, ma sono tutti specifici per epoca storica o argomento e ne mancava uno che riassumesse Arte, Storia, aneddoti, leggende.

Quali attrazioni avete scelto di inserire nella guida?

Nel libroci sono tutte le attrazioni storico-artistiche della città – dalle ville alla cappelletta di San Rocco, dal Santuario di Santa Maria alle case liberty di via Assunta -spiegate con la consueta perizia da Elisabetta. Noi portiamo il lettore a vederle, e, intanto che passeggia per le vie di Cernusco, gli raccontiamo, passo per passo, quello che sta osservando. Da geo-storico, penso sia molto importante “far toccare” la Storia, e questo è stato l’aspetto che mi ha coinvolto di più. Impossibile,per esempio, fermarsi in piazza Matteotti e non spiegare perché manchi la chiesa, da sempre elemento fondamentale di ogni piazza italiana. Oppure mostrare Palazzo Tizzoni e non dire quello che, proprio lì dentro, accadde il 26 aprile 1945. E come parlare di VillaGreppi senza raccontare l’affascinante storia dei suoi proprietari: il conte Biancani,giustiziato a Milano, o i Greppi che aprirono uffici commerciali in tutto il mondo?

Quali consiglieresti a un visitatore di passaggio a Cernusco che abbia poco tempo per visitare la città?

Consiglierei un piccolo tour che, partendo dalla metropolitana, tocchi il Santuario di Santa Maria, le ville Alari e Greppi; quindi, via Cavour con le altre ville fino alla prima sede del Comune, Palazzo Scotti. Oltrepassato il Naviglio e dato uno sguardo al parco di Villa Uboldo, si potrebbe finire la visita, anche se sarebbe un peccato…

Da milanese trapiantato, c’è un luogo di Cernusco, o anche più di uno, che ti piace particolarmente, a cui ti senti più legato?

Ci sono parecchi aspetti che mi hanno fatto innamorare di Cernusco e che mi piacciono tuttora. Innanzitutto, l‘atmosfera “da paese” che in parte si respira ancora adesso in centro: le case basse (come la mia), le corti, le persone in giro in bicicletta o che parlano in dialetto. Come luoghi, il Naviglio, che io, milanese da due generazioni, sentivo dentro anche se non avevo mai visto… adoro la curva che fa all’altezza di Santa Maria. E poi il funtanun, che al di fuori sembra una fortezza che invece delle pietre abbia delle… piante. Dentro è veramente selvaggio, pare che il tempo si sia fermato al Medioevo! Quando lo hai attraversato, poi, ti trovi davanti un campo di mais e le montagne sullo sfondo: bellissimo! Mi auguro solo che la vergognosa cementificazione che ha spinto le case fino a qualche metro dal bosco sia finalmente conclusa.

Come in ogni guida che si rispetti, avete inserito molte foto. Quelle d’epoca sono particolarmente interessanti; dove le avete reperite?

Sì e anche in questo caso abbiamo voluto dare un taglio particolare, alternando foto di oggi con altre d’epoca. L’attualità, insomma, si mischia con la Storia. Fosse stato per noi, avremmo messo solo quest’ultime, ma ovviamente non era possibile…. In questo lavoro è stato fondamentale il fotografo cernuschese Marco Cavenago, che ci ha aperto il suo sconfinato archivio e ha disegnato le piantine degli itinerari, ma alcune foto sono state scattate anche da Elisabetta.

Immagino che, in quanto autore di questa guida, tu ritenga che Cernusco abbia buone potenzialità turistiche; in quali modi, con quali strategie, secondo te, potrebbe accrescerle?

Penso sia fondamentale una strategia di rete che unisca tutte le città del Naviglio Piccolo. Il progetto Martes’anima, che l’Amministrazione sta portando avanti insieme al FAI, è finalizzato proprio a questo. Da Vimodrone a Trezzo di bellezze storiche e paesaggistiche ce ne sono parecchie, è necessario farle conoscere e renderle fruibili soprattutto ai milanesi. Sono loro che devono venire in Martesana, non soltanto noi recarci nella metropoli: bisogna invertire i flussi, almeno nel fine settimana. Certo, creare questo “polo di turismo sostenibile” non è facile, immagino che talvolta ci si scontri con “problemi di vicinato” tra i vari paesi della Martesana. Ma assumere finalmente una visione d’insieme del territorio e non parcellizzata è fondamentale per uno sviluppo turistico della zona. Il mio sogno è vedere arrivare su un Naviglio nuovamente navigabile delle persone partite la mattina da Milano o da Vaprio. Potrebbero fermarsi, mangiare qualcosa, visitare il paese e poi ripartire. Un sogno, appunto. Ma chissà….

Infine, vuoi lanciare un messaggio per invitare a venire a visitare Cernusco i nostri lettori che non vi sono ancora stati?
Ci provo: a dieci minuti da Milano, Arte e negozi, Storia e buon cibo. Accarezzati dal Naviglio e immersi nel verde. Perché rinunciare a una bella domenica a Cernusco?

Per chi fosse interessato ad avere a portata di mano un utile strumento per orientarsi in una passeggiata “nel cuore” di Cernusco, ricordiamo che in città il libro è acquistabile solo alla “Libreria del Naviglio”, che, avendo collaborato al progetto, ha l’esclusiva della vendita fino a tutto il 2016.

A cura di Serena Perego

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