Nel gommone carico di risate, paradossi, provocazioni e riflessioni di Lello Gurrado.

Presentato alla Libreria del Naviglio l’ultimo libro dello scrittore, dal titolo Nel gommone, una raccolta di racconti sui temi dell’immigrazione e del razzismo.

S’intitola Nel gommone l’ultimo libro del giornalista e scrittore Lello Gurrado, presentato martedì 12 luglio alla “Libreria del Naviglio”. Gommone che, se a noi evoca solo il pensiero di divertenti gite in mare, per i migranti è invece una delle tante imbarcazioni di fortuna sulle quali affrontare la traversata del Mediterraneo rischiando la vita stipati come animali.

A due anni da Fulmine, Gurrado torna con una raccolta di storie, che, partendo proprio da Fulmine, continua a raccontare i temi che gli stanno particolarmente a cuore: l’immigrazione, l’intolleranza, il razzismo. Lo fa con un registro diverso, più leggero e divertente, ma soprattutto grottesco, paradossale: si tratta infatti di storie inventate, improbabili, assurde, che però, nella loro assurdità, contengono anche elementi veri che prendono spunto dalla cronaca.

Perché questa scelta, per certi versi irriverente, su argomenti seri come l’immigrazione, l’accoglienza e il razzismo? «La risposta sta nella cronaca quotidiana, nelle scelte dei vari governi. Sono loro, i governi europei, a non prendere sul serio il problema della migrazione ostinandosi a considerarlo un fenomeno passeggero, addirittura stagionale, e non una questione epocale da affrontare e risolvere con urgenza, saggezza e soprattutto lungimirante umanità». Ciò che più indigna l’autore è che «neppure questa strage pressoché quotidiana di esseri umani ammorbidisce i toni della polemica e del rancore politico. Al contrario, alimentata dal cinismo strumentale di parolai indegni, l’intolleranza monta ogni giorno sempre di più. Ciò che maggiormente inquieta è il razzismo, quel razzismo che negli ultimi tempi è emerso spudoratamente in superficie». Intolleranza e razzismo che si manifestano soprattutto nei confronti di chi ha la pelle di un colore diverso, perché «chi ha la pelle nera è diverso. I neri sono diversi. I neri fanno paura. Che siano uomini, donne o bambini».

Ovviamente l’autore non ha la soluzione all’enorme e complesso problema dell’immigrazione, che «va affrontato tutti insieme», ma il libro è un modo per tener desta l’attenzione sulla questione e soprattutto far riflettere, attraverso lo strumento della risata (la maggior parte delle storie sono infatti molto divertenti). Una risata satirica, una risata che subito dopo fa meditare.

I titoli dei setti racconti parlano da soli: Juventus, Angelitosnegros, La pelletteria, Il paese senza nero, Il capocazzo, Indovina chi viene a cena e Nel Gommone.

Il libraio Guido Cavalletti, che ha condotto l’incontro, legge il racconto che dà il titolo al libro. Tutti ascoltano rapiti la descrizione di una terribile traversata affrontata da centosessanta persone a bordo di un gommone, ma…il finale è un altro capolavoro di Gurrado, che come sempre si dimostra un maestro nei colpi di scena, nell’ideare finali sorprendenti, immancabili anche qui. È un finale che fa sorridere e soprattutto riflettere sulle modalità dell’accoglienza, sul fatto che, tutto sommato, basterebbe così poco.

Direttamente ispirato a Fulmine e al tema del caporalato è Il capocazzo, soprannome dato al caporale di un campo di angurie, un «reclutatore di schiavi». In uno dei passi più seri e duri dell’intero libro, assistiamo a una scena di inaudita violenza, in cui “capocazzo” sfoga tutta la sua crudeltà sul raccoglitore diciassettenne nigeriano Nigel, e la denuncia si fa palese.

Divertentissimo e paradossale è Il paese senza nero, ispirato, nella figura del protagonista, Joe Grattugia, sindaco di un paesino veneto, al sindaco-sceriffo Joe Formaggio, noto per le sue esternazioni contro immigrati e rom. Joe Grattugia, che odia i neri, non pago di emettere continue ordinanze contro di loro, si assume il compito di far sparire la parola nero dal paese: via allora tutti i libri, i film e i cd musicali in cui compare la parola nero, via dai menù risotto e spaghetti al nero di seppia e proibito assolutamente tra i cocktail il Negroni, via i cappotti, gli ombrelli e le scarpe nere, via dalle carte geografiche il Mar Nero, il lago Nero e il fiume Nero e così via per tutte le altre materie scolastiche.

Di pura fantasia e assurda, ma altrettanto divertente, è la storia di Umberto, detto “Juventus”, figlio di una donna del Burundi e di un allevatore del Veneto, per metà bianco e per metà nero: una guancia bianca e l’altra nera, un braccio bianco e l’altro nero, una gamba bianca e l’altra nera e così via…

Sette storie diverse tra di loro, più o meno divertenti, più o meno paradossali, più o meno spiazzanti, ma tutte cariche di spunti di riflessione e di meditazione, tutte con un preciso denominatore comune: la denuncia del razzismo nella sua forma più subdola.

Se siete curiosi di conoscerle, non vi resta che salire a bordo del gommone!

a cura di Serena Perego

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