Premiazione del concorso di scrittura “Bibliovoci”: intervista al vincitore del primo premio, il manutentore Lorenzo Scalvi

Chi ha detto che per vincere un concorso di scrittura bisogna per forza aver fatto studi letterari o lavorare in tale ambito? A volte la sola passione per la lettura e la scrittura, unita al talento ovviamente, può bastare: ne è l’esempio vivente Lorenzo Scalvi, vincitore del concorso“Bibliovoci”, indetto dall’Assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca civica di Cernusco, che di lavoro fa il manutentore.

È stato infatti il suo racconto a spuntarla sui 26 elaborati, ambientati esclusivamente nei locali di una biblioteca pubblica, pervenuti entro il 15 febbraio, di cui la giuria, formata dai componenti del Gruppo di Lettura Leggerinsieme, ne ha selezionati tre, che sono stati pubblicati sul blog di “Bibliovoci”, la rivista della biblioteca, e sono stati votati online, per decretare il vincitore finale.

L’originalità e l’umorismo del suo racconto, I giovedì del manutentore, in cui, tra un lavoro di manutenzione e l’altro in biblioteca, il protagonista si ritaglia un po’ di tempo per leggere spezzoni di libri, hanno conquistato la giuria e i lettori del blog.

Secondo e terzo classificato sono stati, rispettivamente, i racconti Entrata secondariadi Elisa Tommasi e Notte di primavera di Annamaria Mauri.

Sabato 9 aprile, alle ore 17.30, presso la Sala Conferenze della Biblioteca, si è tenuta la premiazione. Dopo la lettura dei tre racconti, alla presenza dell’Assessore alla Cultura Rita Zecchini, il Direttore della Biblioteca Giorgio Latuati ha consegnato ai tre vincitori l’attestato e il premio: un coupon di dieci ingressi gratuiti alla piscina del centro sportivo Enjoy – è infatti sempre valido il motto latino mens sana in corpore sano – ha commentato scherzosamente Latuati.

Abbiamo incontrato il primo classificato Lorenzo Scalvi e quella che è segue è la nostra chiacchierata, da cui emergono la sua simpatia e autoironia.

So che sei un gran lettore; per darci un’idea: quanti libri leggi al mese?

Più che un gran lettore sono un lettore “da grande”, nel senso che da ragazzo ho letto più fumetti che libri; comunque dipende dal periodo e dai libri: posso leggerne uno al mese, come due o tre.

In questo momento, per esempio, sto leggendo da più di un mese un libro sulla storia di Milano con riferimenti anche a quella di Cernusco.

Immagino quindi che frequenti spesso la biblioteca

Frequentare è un parolone …tuttavia la biblioteca è legata a importanti momenti della mia vita: fuori da essa, quando ancora si trovava in piazza Unità d’Italia, ho infatti conosciuto quella che è poi diventata mia moglie, 25 anni fa! La nuova collocazione, invece, coincide con la sede della mia vecchia scuola superiore; insomma, una vita intrecciata con la biblioteca!

Anzi, ora che ci penso, mi sa proprio che mi è scaduta la tessera e devo andare a rinnovarla!

La passione per la scrittura invece quando e come è nata?

Non è esattamente nata…tutto è partito da lettere e biglietti d’auguri per Natale e compleanni, scritti  per diversi lustri, prima di evolversi in versi e poi in brevi racconti.

Chissà ora della pensione…

Perché hai deciso di partecipare al concorso?

Per vedere se riuscivo a trasmettere emozioni a qualcuno che non condividesse già con me la sua vita.
Certo, se ci fosse stata anche una crociera ai Caraibi come premio non sarebbe stato male…!

Il racconto è ispirato al tuo lavoro, giusto? Ma quello che racconti ti è capitato veramente, di leggere durante il lavoro??

Leggere in cantiere è come mangiare torrone dal dentista: non si fa, primo perché sarebbe pericoloso e poi, se lo facessi, oggi non sarei manutentore, ma disoccupato.

I brani che riporti nel racconto sono citazioni tratte da libri che hai letto, presumo

Magari fossero citazioni tratte da libri… in realtà sono solo miei “sproloqui” di fantasia e vita vissuta.

Parecchi ragazzi di scuole tecniche e professionali non amano la lettura e la scrittura e pensano che l’italiano e la letteratura siano materie accessorie, inutili per il lavoro che andranno a fare; cosa ti senti di dire loro a questo proposito?

Direi che sbagliano a pensarla così, perché leggere e scrivere sono il piacere di un contatto di parole, la gioia di una condivisione con il mondo, danno gusto al banchetto della vita.
Purtroppo la tecnologia istantanea, “da pollice”, non aiuta i ragazzi ma li appiattisce, li amalgama, facendoli scrivere “a morsi”.
In realtà, la scrittura e il lavoro artigianale sono più simili tra loro di quanto si possa pensare: per quanto mi riguarda, infatti, uso la penna o la tastiera come userei un giratubo, cioè da artigiano appunto.

Infine, ti saresti mai aspettato di vincere? Conti di andare avanti in futuro a scrivere altri racconti e partecipare ad altri concorsi?

Mi aspettavo che la Juve vincesse la Champions, ma non sicuramente di essere selezionato.

Partecipare ad altri concorsi?!? Veramente pensavo di appendere la penna al chiodo e ritirarmi al culmine della carriera. Parlando seriamente, perché privarsi del piacere di continuare a scrivere?

 

a cura di Serena Perego

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