Un successo, la nona edizione del Presepe Vivente firmato Aurora Bachelet

Bellissimo e suggestivo come sempre il tradizionale presepe vivente organizzato dalla scuola Aurora Bachelet. Giunto quest’anno alla nona edizione, un appuntamento da non perdere che sabato scorso è riuscito a coinvolgere e incantare centinaia di cernuschesi tra le vie e nelle piazze cittadine.

Le splendide voci del coro scolastico e le scenografie curate nel dettaglio hanno catturato l’attenzione dei passanti: 600 figuranti e circa 100 volontari tra genitori, ex alunni e vari collaboratori si sono ritrovati al parco Trabattoni per allestire il primo quadro “Nazareth” e poi, camminando attraverso Cernusco, sono arrivati fino in piazza Conciliazione, davanti alla chiesa prepositurale, per dare vita alla quarta scena “La nascita”, quadro finale della sacra rappresentazione. Bellissimi i bambini più piccoli, vestiti da angioletti, ma anche i ragazzi delle medie che hanno letto con una certa solennità i vari passi tratti dalla Bibbia.

Presente per l’occasione don Ettore Colombo, responsabile della comunità pastorale, che ha parlato ai fedeli del concetto di tenerezza, vale a dire il  tema scelto per il presepe vivente di quest’anno. “Spesso il mondo ci fa credere che essere buoni e dolci sia sbagliato perché sintomo di debolezza e fragilità nei confronti della vita, ma non è assolutamente vero perché Dio ci ha chiamato con tenerezza. Se l’avesse fatto con prepotenza  non ci mai saremmo fidati, tanto meno lo avremmo seguito”.

Il coro della scuola, composto dai ragazzi più grandi, si è rivelato come sempre all’altezza e ha incantato i presenti ad ogni tappa del percorso.

“Ringrazio il Comune che ogni anno ci dà la possibilità di inscenare il nostro presepe e “invadere” per qualche ora la città, ma anche i cernuschesi perché dimostrano sempre una certa attenzione all’evento oltre a una grande sensibilità natalizia” le parole di Monica Dazzi, consigliere amministrativo della cooperativa sociale Aurora Opere Educative legata all’Istituto Bachlet.

E in tutto questo non bisogna dimenticare il prezioso contributo dei nonni che hanno aiutato i ragazzi e i volontari nella realizzazione dei bellissimi costumi.

a cura di Francesca Lavezzari

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