“Vedere l’Invisibile”: una conferenza dedicata all’opera di Paul Klee venerdì 11 novembre in Biblioteca

Si conclude con un ultimo appuntamento dedicato all’opera del pittore Paul Klee la rassegna “Martes’Anima, flussi d’arte e di cultura”, iniziata venerdì 21 ottobre e incentrata sul tema dell’arte, con vari appuntamenti, tra cui un’esposizione di opere di pittori locali, l’inaugurazione della mostra di Alessandra Bisi e del percorso dall’arte grafica alla pittura dell’artista Susanna Anna Redaelli e una conferenza su Frida Kahlo e Diego Rivera.

Protagonista dell’incontro che chiuderà la rassegna, venerdì 11 novembre, presso la Sala Conferenze Biblioteca Civica, sarà uno dei più noti pittori del Novecento: Paul Klee (1879-1940).

Nato a Berna, figlio di un musicista, viene anch’egli educato da giovane alla musica, ma le sue scelte sono ben presto orientate alla pittura. Fra il 1898 e il 1901 si trasferisce a Monaco di Baviera, dove frequenta l’Accademia delle Belle Arti. Nel 1911 conosce Kandinskij e frequenta a Parigi Picasso. Nel 1914 fa un viaggio in Tunisia, che si rivela molto importante perché segna una svolta nella sua produzione artistica: la conquista del colore. Nel 1920 viene chiamato ad insegnare pittura nella Bauhaus, la scuola tedesca di architettura, arte e design, dove rimane fino al 1930, tre anni prima che essa venga definitivamente chiusa dai nazisti. Dopo un breve periodo trascorso in Germania, si trasferisce definitivamente nella natìa Svizzera, dove muore nel 1940.

Klee rappresenta, insieme a Wassily Kandinskij, il pittore che ha dato il maggior contributo ad una nuova pittura fondata su caratteri astratti; egli tuttavia, a differenza di Kandinskij, non ha mai praticato l’astrattismo come unica forma espressiva, bensì l’ha inserita in un più ampio bagaglio formale e visivo, dove i segni e i colori hanno una maggiore libertà di evocazione e rappresentazione. Per Klee l’astrattismo è un punto di partenza per rifondare una pittura che rappresenti liberamente il mondo delle forme e delle idee. Una pittura che riesce a passare facilmente dal figurativo all’astratto, senza mai far perdere alle immagini una grande carica di espressività; che fonde elementi di gusto primitivista, espressionista, cubista, simbolista e surrealista, raggiungendo un risultato che è fra i più originali dell’arte moderna europea.

La sua estetica si riassume nella sua famosa dichiarazione: «l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è». L’arte è cioè intesa non come semplice rappresentazione della realtà, bensì come indagine che svela i meccanismi più profondi e nascosti della natura; l’arte si avvicina alla natura non perché la imita, ma perché riesce a riprodurne le intime leggi della creazione. Le analogie notate nell’opera di Klee con il disegno infantile o primitivo, che conferisce alle sue immagini leggerezza e semplicità, non sono che il risultato di questa penetrazione acuta nelle cose.

“Vedere l’Invisibile” – conferenza dedicata all’opera di Paul Klee
Accompagnamento musicale dal vivo, alla chitarra Gianluca Semeraro
Con l’Associazione Culturale Artemysia.

Venerdì 11 novembre – ore 21.00
Sala Conferenze Biblioteca Civica, via Fatebenefratelli – Cernusco sul Naviglio

 A cura di Serena Perego

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