“Youth dancing against gender violence”: flash mob dei ragazzi di Itsos e Ipsia contro la violenza sulle donne

“Stop al femminicidio”, “Stop alla violenza sulle donne”, “L’uomo che dice di amarci ci deve far vivere un sogno, non un incubo”: a urlare il loro no alla violenza contro le donne, con queste altre simili frasi scritte in rosso su teli e cartelli, sono stati i ragazzi dei due Istituti Superiori cernuschesi, Itsos “Marie Curie” e Ipsia “Ettore Majorana”, che venerdì 25 novembre, in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, sono scesi in piazza per partecipare al flash mob “Youth dancing against gender violence”.

Il flash mob, che si è svolto alle ore 11.00 in piazza Unità d’Italia, è stato organizzato dalle classi aderenti al progetto dell’Amministrazione “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, le cui referenti sono state la docente dell’Itsos Antonietta Scotto e quella dell’Ipsia Roberta Rapini. I ragazzi sono stati coordinati anche dalla Rete Antiviolenza. Hanno inoltre dato il loro contributo l’associazione “UDI Donnedioggi”, che ha collocato dei pannelli recanti scritte contro la violenza sulle donne in vari punti della città e la “Libera Università delle Donne”, che ha fornito poesie e letture a tema agli studenti delle classi coinvolte.

La pioggia non ha fermato i ragazzi e, nonostante il brutto tempo, il pubblico è stato numeroso.

Le scritte degli studenti e un manichino di donna con indosso un vestito rosso hanno fatto da “scenografia” al flash mob vero e proprio, in cui un folto gruppo di ragazze si è esibito in una coreografia, indossando magliette con scritte contro la violenza sulle donne; infine, un gruppetto di ragazzi ha sollevato le mani sporche di vernice rossa, simbolo del sangue delle donne, di cui troppi uomini si sono macchiati le mani.

Al termine del flash mob sono intervenuti anzitutto l’assessora alla Cultura e alle Pari Opportunità Rita Zecchini e il sindaco Eugenio Comincini.

L’Assessora ha ringraziato i ragazzi con queste parole: «credo che la vostra presenza sia un segno di speranza, speranza di poter invertire la tendenza sbagliata a pensare il rapporto di coppia come un rapporto in cui uno possa prevalere sull’altro, invece che basato sul rispetto e la parità. In Italia ogni tre giorni una donna muore per femminicidio; a questo dobbiamo dire no e il vostro no vale molto di più».

Anche il Sindaco ha ringraziato alunni e insegnanti per la loro testimonianza e il loro impegno; ha inoltre sottolineato l’importanza della giornata contro la violenza sulle donne: «oggi è una giornata simbolica, creata, come tutte le giornate simboliche, dalle Istituzioni quando ci si rende conto che c’è un problema che riguarda tutta la società e c’è bisogno di portare l’attenzione di tutti su questo problema».

La pioggia incessante ha costretto la manifestazione a spostarsi sotto i portici di Villa Greppi, dove è proseguita con gli interventi delle insegnanti e dei ragazzi.  Alcune ragazze hanno letto brani e poesie a tema.

«Il fatto di essere qui in tanti oggi ha un grande significato, perché bisogna che ogni donna sappia che non è sola, che quando è vittima di violenza deve dire no e contare sul fatto che tanti la possono supportare nel suo percorso per liberarsi dalla violenza», ha detto la professoressa Rapini.

Infine, un ragazzo ha dato voce alle scritte rivolte agli uomini. Una per tutte: «solo un piccolo uomo usa la violenza per sentirsi grande». Un concetto fondamentale, da insegnare anche nelle scuole, perché, come ha affermato la professoressa Scotto: «la violenza si contrasta con l’educazione anche dei ragazzi. Fino ad ora ci siamo rivolte prevalentemente alle ragazze, ma è giusto affrontare il tema anche in classi prevalentemente maschili, per crescere uomini più consapevoli».

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A cura di Serena Perego

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